Moda
Karl Lagerfeld portrait

Domenica il nostro Hair Team torna in pedana e sì, tutto lo show sarà un tributo a King Karl. Dalle 12:30 a OnHair Bologna e in diretta qui su facebook

84 anni, figlio di una famiglia di banchieri di Amburgo, Direttore creativo di Fendi (dal 1965, ha inventato lui le due F del logo dallo slogan dedicato alle pellicce “Fun Fur”) e Chanel (dal 1983, dall’87 scatta personalmente le foto di catalogo e pubblicità). Stile riconoscibilissimo: sempre grandi occhiali da sole, capelli bianchi raccolti in una coda, camicie con collo alto, cravatta nera corta e con una spilla di brillanti, guanti in pelle con dita scoperte stile biker. Karl Lagerfeld è lo stilista contemporaneo che più di tutti è riuscito a capitalizzare al massimo la sua immagine e il suo stile, “Un uomo al vertice della sua più grande invenzione: se stesso” (Andrew O’Hagan, New York Times).

Una “fashion machine” che ha anche un brand con il suo nome, oltre a collaborazioni continue con una infinità di altri marchi (tra cui Hogan, Rolex, Vans). Nelle donne ama sopracciglia grosse e folte (vedi Cara Delevingne), che fa spesso raddoppiare con il trucco per le sfilate. Ritiene la psicoanalisi nemica della creatività: “Per cosa mi serve? Per tornare alla normalità? Io non voglio essere normale” e non sopporta le persone che gli parlano delle proprie malattie. Ama guardare film muti, e se non avesse immaginato che con la moda si potevano fare i soldi sarebbe diventato probabilmente fumettista. Non apprezza mostre o iniziative che celebrano ciò che ha fatto in passato “Vale solo la prossima cosa che farai”. Ha una gatta, Choupette, molto famosa su Instagram: “Mi ha reso una persona migliore e meno egoista”. Gli ha fatto guadagnare tre milioni di euro in pubblicità per una casa automobilistica tedesca e un prodotto di bellezza giapponese: “È la Greta Garbo dei felini”.

Il disprezzo è utile nella vita di un creativo? “Quando fila tutto liscio, le cose vanno in realtà male. Essere troppo pacifici è molto pericoloso. Ti addormenti. Bisogna coltivare i propri nemici. Degli amici invece non devi preoccuparti”.

Alessandro Di Giacomo