Moda
La meravigliosa storia di Salvatore Ferragamo

In mostra a Firenze la favola made in Italy delle scarpe più belle del mondo

Salvatore Ferragamo è uno dei più grandi esempi di emigrante italiano che “ce l’ha fatta”, grazie a impegno, stile e inventiva. Nato in Campania nel 1898, piccola esperienza da calzolaio, nel 1914 raggiunge uno dei fratelli negli Stati Uniti, e a Hollywood apre il Boot Shop che in poco tempo gli farà guadagnare il nome di “Calzolaio delle stelle”: le sue creazioni sono infatti finite ai piedi di una infinita serie di star: Greta Garbo, Ava Gardner, Audrey Hepburn, Marilyn Monroe, giusto per fare qualche nome…

“Mio padre era un po’ artista e un po’ scienziato. Fece un corso di anatomia per studiare il piede. Ha rivoluzionato il mondo delle calzature, ha attirato l’interesse dei grandi personaggi perché faceva cose eccezionali, unendo comodità, creatività e qualità”, dice Ferruccio Ferragamo, presidente dell’azienda fondata da suo padre nel 1927 appena rientrato in Italia.

90 anni di vita e di storia che il Museo Ferragamo ha deciso di celebrare eleggendo il tema del viaggio a filo conduttore di una mostra che, attraverso la moda e le scarpe, ci immerge nel clima artistico, sociologico e culturale nell’Italia degli anni ’20.

L’allestimento di Maurizio Balò prende ispirazione dalla motonave Roma che riportò Ferragamo in Italia e si snoda attraverso foto storiche e filmati della Firenze di allora, opere d’arte – Maccari, Martini, Thayaht, Gio Ponti, Rosai, Balla, Depero e molti altri – oltre a costumi e stoffe dell’epoca, fotografie e manifesti pubblicitari, oggetti di artigianato, per immergerci nella cultura visiva e nel clima sociale in cui si svolse l’itinerario mentale di Salvatore Ferragamo, in quegli anni, e da cui nacquero le sue prime creazioni. Ancora oggi considerate non come semplici scarpe, ma veri capolavori di stile e design made in Italy.

1927 Il ritorno in Italia
Salvatore Ferragamo e la cultura visiva del Novecento
A cura di Carlo Sisi
Museo Salvatore Ferragamo, Palazzo Spini Feroni, Firenze
19 maggio 2017 – 2 maggio 2018 dalle 10.00 alle 19.30

Valentina Monti
22/5/2017

Salvatore Ferragamo, Scarpa chiusa / Closed shoe, 1925
Tomaia in camoscio con motivo a ventaglio alla scollatura e al tallone e decorazione sulla tomaia in strisce ondulate di camoscio. Riproduzione moderna da una fotografia / Suede upper with fan motif around the collar and heel, wavy stripe decoration in suede on the upper. Modern reproduction from a photograph
Firenze, Museo Salvatore Ferragamo / Foto Arrigo Coppitz

Salvatore Ferragamo prende la misura della linea mediana della cliente e del suo piede / Salvatore Ferragamo measures the midline of a customer’s body and feet, 1927 in “Gran Bazar”, 1928
Museo Salvatore Ferragamo, Firenze

Salvatore Ferragamo, Scarpa in due pezzi / Two-piece shoe, 1930
Tomaia in raso ricamato, merletto di Tavarnelle e capretto / Embroidered satin, Tavarnelle lace and kid upper
Firenze, Museo Salvatore Ferragamo / Foto Arrigo Coppitz

Salvatore Ferragamo, Sandalo / Sandal, 1930
Tomaia in raso e capretto, tacco in ottone con laccio alla caviglia in cordoncino di passamaneria in seta. Il modello è appartenuto alla Contessa Alessandra della Gherardesca Spalletti / Satin and kid upper, gilded brass heel with ankle strap in silk passementerie cord. The model belonged to Countess Alessandra della Gherardesca Spalletti
Firenze, Museo Salvatore Ferragamo / Foto Arrigo Coppitz

Salvatore Ferragamo, Scarpa chiusa “Autumn” / “Autumn” closed shoe, 1926
Tomaia in tessuto di lino pitturato a mano a motivo vegetale. Riproduzione moderna da una fotografia / Upper in hand-painted linen with a plant motif. Modern reproduction from a photograph
Firenze, Museo Salvatore Ferragamo / Foto Arrigo Coppitz