THE ITALIAN TOUCH #20
Lascaux Museum

La Cappella Sistina dell’Età della Pietra

L’attesa terminerà il 15 dicembre 2016, con l’apertura del nuovo museo delle grotte di Lascaux, territorio di Montignac, Francia meridionale.

Il più celebre sito di arte paleolitica in Europa, per oltre 17.000 anni i suoi stupendi affreschi sono rimasti sigillati grazie a crolli provvidenziali che li hanno preservati a temperatura e umidità costanti. Poi, nel 1940, quattro adolescenti entrarono per la prima volta dopo millenni nella grotta e scoprirono un tesoro inestimabile. La “Cappella Sistina dell’Età della Pietra”. 600 animali raffigurati, dipinti con ocra, carbone e biossido di manganese, nelle tonalità dominanti del bruno e del rossastro. La Sala dei Tori, la Lancia dell’uomo morto, il Diverticolo dei felini. Figure di ogni grandezza, alcune alte fino a cinque metri.

Alla loro apertura al pubblico, negli anni ’50, si registrarono 1.200 visitatori al giorno. Un numero impossibile da sostenere per quel miracolo della conservazione. Così i funghi e le muffe iniziarono a danneggiare i dipinti, e nel 1963 le grotte furono chiuse al pubblico. Da allora, tranne pochi studiosi e restauratori, nessuno ha più potuto ammirare quell’arte che arriva da prima dell’ultima glaciazione.
Fino a oggi.

Lo studio di architettura norvegese Snøhetta ha progettato e realizzato Lascaux IV, una copia, un “falso” d’autore che riproduce fedelmente, centimetro per centimetro, i 900 mq delle grotte originali. Tutto è stato replicato alla perfezione: la roccia, le tecniche, i materiali. Addirittura è stato usato anche un accorgimento degli artisti dell’epoca: sfruttare sporgenze e asperità della superficie per dare un effetto tridimensionale alle figure.

Perché gli uomini che dipinsero quelle grotte, e tutte le altre presenti in Europa occidentale, non erano principianti, ma veri artisti. Dipingevano spesso nelle zone più interne, illuminandole con luce artificiale; le tecniche utilizzate erano pennelli, bulini di selce, pelliccia per sfumare, spruzzo per riempire, dita (tanto che in alcuni punti è possibile vedere le loro impronte digitali); i soggetti, quasi sempre animali, venivano disposti secondo un preciso ordine che dava all’insieme un significato ormai perduto per sempre.

― Il viaggio dell’umanità nell’arte inizia qui

È un peccato doversi accontentare di una copia, ma Lascaux è uno scrigno di materiale troppo prezioso perché si possa rischiare di perderlo. L’originale è un dono per le generazioni future. Perché se è vero, come diceva Picasso, che dopo Altamira, altro sito famoso di arte paleolitica nel nord della Spagna, tutto è decadenza, allora abbiamo il dovere di tramandare il luogo in cui è iniziato il viaggio dell’umanità nell’arte. Prima che tutto iniziasse a decadere.

Tutte le foto, courtesy Snøhetta / snohetta.com

Federico Flamminio