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The Nomad Barber

Il giro del mondo di Miguel Gutierrez alla ricerca del concetto di barbering

Chi è il barbiere? Esiste qualcosa di universale, che attraverso il barbering unisca i popoli al di là delle frontiere, dei particolarismi, dei conflitti? Il barbering, la rasatura, è una tecnica comune a tutte le culture umane. Senza distinzione di latitudine o epoca, da sempre l’uomo si rade oppure no, ma anche in questo caso attribuendo un grande significato al crescere della barba.

Non parliamo solo di tendenza. Sono milioni i barbieri a Nuova Delhi o in Nuova Zelanda, ai Caraibi, negli Stati Uniti o in Europa. Non solo saloni scintillanti, ma soprattutto migliaia di piccole botteghe, come quelle dove i berber turchi spruzzano colonia al limone sulla pelle appena rasata, o i vecchi kouréas greci portano avanti l’antica arte della pogonotomia, il taglio della barba, inaugurata dai loro antenati più di 2.500 anni fa, quando filosofi e politici si riunivano e discutevano nelle barberie.

Chi è il barbiere? A questa domanda cerca di rispondere Miguel Gutierrez, che dal suo salone di Liverpool è partito per un giro del mondo alla scoperta del suo mestiere.
Prima in Grecia, poi in Turchia, è arrivato agli antipodi, in Nuova Zelanda, per poi perdersi tra i tentacoli delle megalopoli indiane. Ha documentato tutto girando video e postandoli sul suo sito thenomadbarber.com.

— La rasatura è una tecnica comune a tutte le culture umane

Perché Gutierrez è un Nomad Barber. Senza meta, a parte la curiosità di scoprire chi o cos’è un barbiere. E la risposta è racchiusa nel suo diario, fatto di immagini e parole, incontri, scambi, sorprese. Un’intera avventura per trovare il fil rouge che unisca popoli, culture e lingue, al di là di barriere fisiche e mentali. Perché la barba è sul volto di ogni uomo, senza differenze di nazionalità o religione. E se in ogni luogo del mondo c’è una barba da curare, ogni uomo ama lasciarsi coccolare dalle mani sapienti di un barbiere.

Federico Flamminio