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Gucci Spring/ Summer 2016

La più bella collezione dell'anno

A terra tappezzerie curatissime vellutate, di fiori e serpenti, nell’aria Hypnos dei Daemonia Nymphe, le note della lira e la voce sussurrata che narra antichi poemi greci. La collezione Gucci Primavera/Estate 2016 è presentata in un’atmosfera mistica, orientale, da sogno.

Sfilano tessuti velati e luccicanti, camicie di chiffon, gonnellini plissé, abiti a fiori, ricami trompe l’oeil, lunghe gonne gipsy, biker jacket con borchie. E gli accessori: mani ingioiellate, zeppe altissime, borse vintage, mocassini con il pelo, occhialoni abbelliti con magnifiche pietre. “Un gran tour di racconti e decorazioni, di come possa essere vestirsi in modo diverso”, descrive la sua collezione Alessandro Michele. Che davvero sembra uscire dai Grand Tour di fine Settecento, lunghi viaggi che giovani ricchi e intellettuali aristocratici compivano per tutta l’Europa.

— Un costante sguardo
al passato, che ritorna in un'allure vintage

Ma contrariamente al Grand Tour di Goethe, il viaggio stavolta non termina più simbolicamente in Italia, ma invece dall’Italia parte e porta il buon gusto nel mondo.

Un costante sguardo al passato che ritorna in un’allure vintage influenzata da almeno tre epoche storiche: il Settecento, ma anche il Rinascimento, e naturalmente gli anni ‘70. Un’attualissima esplorazione genderless: scardinata la donna sensuale di Tom Ford e Frida Giannini (o meglio, sensualità non più riducibile al solo genere femminile), le collezioni di Alessandro Michele viaggiano nel tempo, e Gucci torna a essere un brand super social, sofisticato, desiderato. Elegantemente contemporaneo, in sole due collezioni ha già acquisito un nuovo stile chiaramente riconoscibile. Sempre più percepito come l’aforisma di Ennio Flaiano: “Afflitto da un complesso di parità. Non si sente inferiore a nessuno”. Non più. Senza confini.